In Romania decise di diventare allenatore. Oggi De Zerbi fa divertire il suo Sassuolo

In Romania decise di diventare allenatore. Oggi De Zerbi fa divertire il suo Sassuolo

Dalla scelta di intraprendere la carriera di allenatore, alla diatriba tra gioco e risultato. Roberto De Zerbi spiega il suo calcio.

di Simone Giovanelli, @SimoGiovanelli
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Dalla scelta di intraprendere la carriera di allenatore, alla diatriba tra gioco e risultato. Roberto De Zerbi spiega il suo calcio. «Fu in Romania che decisi di allenare. Giocavo nel Cluj, in squadra c’erano tanti stranieri, culture diverse. Prendendo un po’ da tutti mi accorsi che mi piaceva vedere il gioco da un’altra prospettiva. La sera non avevo molto da fare e studiavo calcio»; L’intervista de La Gazzetta dello Sport spazia dal passato al presente, arrivando all’eterna lotta tra gioco e risultato.

«È uno scontro ideologico che c’è sempre stato, penso a Sacchi e Trapattoni per esempio. Non è negativo questo dibattito. Ma si deve rispettare l’idea dell’altro, non c’è una sola strada per fare calcio. In Italia tutto quello che è nuovo fa paura. Si tende a sminuire quello che non fa parte della nostra cultura».

Ma adesso la testa è solo sull’Atalanta: «Daremo il massimo come abbiamo fatto con Torino e Roma: vogliamo il 10° posto. Io non concepisco qualcosa che non sia un impegno totale, al 100%. Lo scorso anno col Benevento retrocedemmo battendo il Milan e facemmo 4 punti nelle ultime 3 partite».

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