Foggia-De Zerbi, imposti due giocatori. Il tecnico: ”Ho la coscienza pulita, tutto questo mi da fastidio”

Foggia-De Zerbi, imposti due giocatori. Il tecnico: ”Ho la coscienza pulita, tutto questo mi da fastidio”

L’esperienza sulla panchina del Foggia torna a tormentare l’allenatore del Sassuolo Roberto De Zerbi. Il tecnico respinge al mittente l’ennesima accusa.

di Simone Giovanelli, @SimoGiovanelli

L’esperienza sulla panchina del Foggia torna a tormentare l’allenatore del Sassuolo Roberto De Zerbi. Il tecnico respinge al mittente l’ennesima accusa: «Dico che sono pulito con la mia coscienza e non mi basta, perchè vedermi messo nel tritacarne associato a cose che mi avrebbero imposto è una cosa che mi da molto fastidio. Chi mi conosce, e a Foggia lo sanno, sa che non sono manovrabile da nessuno».

La vicenda riguarda il tesseramento di due giocatori, imposti al Foggia come calciatori da alcuni esponenti di clan mafiosi. L’indagine portata avanti da Carabinieri e Polizia di stato ha portato alla luce i fatti: Luca Pompilio e Antonio Bruno sarebbero diventati giocatori rossoneri dopo alcune pressioni esercitate sull’allenatore Roberto De Zerbi sull’ex direttore sportivo Giuseppe Di Bari e sul figlio del patron del Foggia Sannella.

De Zerbi non ci sta: «Oltretutto di questi due giocatori uno non l’ho mai visto perchè è stato dato in prestito, mentre il secondo è stato aggregato al gruppo per avere il numero adatto per allenare. Questo ragazzo ha giocato 9 minuti l’ultima partita e poi è andato in prestito la stagione successiva. Non aggiungo altro, perchè ne parlerò quando sarò ascoltato dalla procura. Io ho fatto solo l’allenatore portando 30 mila persone allo stadio. Non devo giustificarmi con nessuno e sono turbato per vedermi in mezzo a cose che non sono il campo da calcio. Vedo solo il nome De Zerbi in mezzo, forse perchè fa comodo a tutti metterlo».

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